Salvatore Magnoni

“Per me fare un vino naturale significa prima di tutto fare un vino che sappia di qualcosa, che abbia una sua identità che non sia facilmente riproducibile”. Così esordisce Salvatore Magnoni quando parla della sua esperienza con Primalaterra - Az.Agr.Salvatore Magnoni​. Perché ha iniziato non lo sa o non lo ricorda più. Forse sentiva la responsabilità di doversi occupare di una terra che da secoli apparteneva alla famiglia di suo padre, o perché non riusciva a staccarsi da lei, dalle lunghissime estati della sua infanzia, dai suoi profumi di ginestra. La terra gli piace, gli piace sporcarsi, affondarci le mani. Gli piace il lavoro fisico, sudare, stancarsi. Cercare l’ombra quando fa caldo e il sole d’inverno. Una sorsata di acqua fresca che lo aspetta alla sommità di un filare e una bella bottiglia di vino contadino nello spacco a mezzogiorno. È per tutto questo che agli inizi del nuovo millennio ha lasciato la sua vita precedente dove vendeva dischi, organizzava concerti e serate, e metteva la musica nella sua città-madre, Napoli. Ha impiantato la sua vigna nel 2003, un ettaro, ed un altro l’anno successivo, per un totale di diecimila piante di aglianico, molti cloni e molti portainnesti diversi. Un caos, o come si dice dalle sue parti, ‘nu burdell’. Nel 2008 le prime bottiglie di cui c’è memoria, nel 2012 prima vendemmia in totale autonomia nella cantina di pietre e castagno e in assenza di solforosa, nel 2018 ha piantato il terzo ettaro con fiano e falanghina. Tutto in pieno Cilento, nel Comune di Rutino, a circa 370 metri sul livello del mare. Grazie alle caratteristiche di questo territorio e alla presenza fondamentale di un corposo corredo tannico antiossidante e vellutato, si può permettere senza troppi problemi di fare un vino senza solfiti aggiunti. In vigna non usa chimica, solo rame e zolfo. Qualche anno fa il sovescio, qualche altro lascia inerbire e concima con letame, poi sfalcia con la trincia e con il decespugliatore sotto i filari. Per la forma di allevamento, guyot con doppio sperone orientato senza tagli grossi di ritorno sul fusto principale. Qualche giorno prima della vendemmia raccoglie un po’ di uva e senza diraspare la pigia con i piedi. Le fermentazioni avvengono spontaneamente. Non ha il controllo della temperatura. Macerazioni di 10-15 giorni, poi pochi travasi e molto batonnage. Malolattica spontanea in primavera. Filtrazioni minime, più che altro sgrossature.

SalvatoreMagnoni - Primalaterra condivide il progetto di Evoluzione Naturale​
Grottaglie, 26-27 Gennaio 2020

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Salvatore Magnoni
84070 Rutino (SA)
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